Jaded Eyes
[Lester Bangs, 1980 radio interview]
mercoledì, giugno 17, 2009
Masàgio 20 eulo
sabato, giugno 13, 2009
martedì, giugno 09, 2009
Temibili volatili in salsa per diabetici. In senso anafestico
La più allegra era una disgrazia. E poi sparatorie, monsoni, morti annegati, albini con i tumori della pelle. No, vabbè, c'era anche qualche foto sportiva - pugili suonati e un saltatore, direi. E un paio di animali.
Ma la faccenda più degna di nota è che per la prima volta ho visto Corso Como. L'avevo visto solo su Second Life. E andava bene così, per quanto mi concerne.
martedì, maggio 26, 2009
Per il resto zero. Anche perché tutto viene assorbito dal buco nero della merda, della rabbia e del vomito.
A parte questo, tutto ok.
martedì, maggio 19, 2009
Tutti al Furstenhof. Io porto le granate. Lanciafiamme, anyone?
La pentola sembra più o meno intera, certo. A vederla sono gli occhietti porcini di chi guarda di sfuggita e con arrogante superiorità. Quelli che se dici nero devono rispondere che no, assolutamente deve essere bianco. E viceversa.
Non che io insinui che non hanno ragione. Per carità. Ché, chi sarei mai io, in fin dei conti, per giudicare altri. Non è proprio il caso.
E' solo che. Cazzo. Caaaaaazzo.
Già. Mi sento come quello che lasciava la scia di molliche per trovare la strada. Così poi passavano i passeri e si ciulavano il suo tom-tom medioevale.
Uguale.
Perché i segni li si lasciano, eccome, ma vengono mangiati dal neroporco altrui. E non stiamo a sottilizzare sul neroporco, che più o meno ci siamo capiti e non è un rigurgito meinkampfiano.
Fate. Fate. Io sto kind of indagando. E avvilendomi su quello che trovo.
martedì, maggio 12, 2009
Come on, feel the calda sensazione di fare cose inutili anche per chi te le fa fare.
Come on, feel the certezza di essere più o meno allo stesso livello dei vasi di piante in cortile.
Come on, feel the magico profumo della sconfitta.
Come on, feel the specialissima iniezione di fallimento.
Come on, feel the inadeguatezza che cresce e sale e monta.
Come on, feel the fantastica etichetta da lebbroso che ti è stata appiccicata.
Come on, feel the certezza che non servi a un cazzo.
Come on, feel the soffice sicurezza di essere tenuto a distanza.
Come on, feel the autostima che è finita e non c'è più.
lunedì, maggio 11, 2009
In memoriam
Chi non lo conosce è un... ma per favore, smettila.
(Tu, bestia: leggi QUI)
martedì, maggio 05, 2009
Magie della vita, che a volte arriva l'epifania anche se non è la Befana e pensi: 'cogiuda, come'è che ci ho messo anni a capirlo? Ora chi me li ridà?
Oggi ne è arrivato uno che mi ha portato ad aprire una cartella che giaceva immobile, senza aver dato il mortal sospiro, ma quasi, da tanto. E' piena di roba della mia vita precedente. Soggetti, progetti, sinossi, pitch, frattaglie, sceneggiature, idee. Tutto diviso tra cose completate, cose da finire, avanzi e incompiuti.
Ho letto un bel po' di quelle robe che ci sono lì. Nella cartella.
Mioddìo.
E' tutta morchia orrenda. Cazzate. Pappone. Minestra di calzini zozzi. Grigliata di pannoloni usati.
Un minuto di silenzio. Non fa proprio piacere.
Però. Però. Però. Ora so.
E cazzo... è quasi liberatorio avere capito, con un ritardo di circa otto anni, i motivi di quanto accaduto.
Diciamo che è come quando scopri che per anni hai bevuto dalla fontana dell'acqua non potabile: capisci perché ogni tanto stavi male, magari ti veniva mal di pancia o peggio. Solo che ora hai un problema in più. O forse due. Trovare la fontana potabile e sperare di non nesserti rovinato la salute del tutto.
Uguale. Per metafora.
Acari.
Ma io molto di più.
domenica, maggio 03, 2009
E che questa sia forse l'unica consolazione della settimana appena trascorsa è piuttosto inquietante.
Un altro momento positivo, durato circa 21 secondi, è stato in un negozio di strumenti, dove ho visto una bellissima reissue di Gibson Melody Maker, già dal look vissuto, al prezzone di poco più di 350 euro. Che per gli standard di Gibson è quasi un regalo. Poi vabbé, la gente come me non è che può spendere 350 petardi così all'improvviso, per regalarsi un momento di gioia. Quindi tutto è rientrato al volo.
Ed è anche giusto così.
E tutto il resto è semplicemente una polpetta rancida di risentimento, insoddisfazione, smarrimento e odio primordiale.
Per me, numero uno.
venerdì, maggio 01, 2009
domenica, aprile 26, 2009
Ma a ben pensarci, chi ha mai detto che il sottoscritto avesse qualcosa da combinare.
E' una schiavitù concettuale che mi ammazzerà qualche giorno. Il fatto di dover "fare qualcosa".
Ma cosa avrai mai da fare eh!? Una volta che hai buttato l'umido, dato la pappa alla gatta e pulito la sua merda, praticamente hai esaurito il tuo mansionario. E lo sai. Il bello è questo. Perché se ci pensi anche solo 10 secondi ti viene in mente subito. Anche perché lo sai chiaramente che tutto quello che avresti voluto-dovuto fare è andato in vacca da tempo e quindi non c'è motivo per andare in sbattimento e far surriscaldare il motore.
Lasciati vivere, fai il precario, spera di non restare col culo per terra, nutri la gattina e butta il rudo (pattume per i non autoctoni).
Tutto il resto smetti anche di provare a farlo. Non è cosa per te, baby.
sabato, aprile 25, 2009
lunedì, aprile 20, 2009
E si inizia benissimo. Già ho paura per conto mio e per cazzi miei. Poi arriva anche il subconscio a fare il brillante. Così ti fa fare un sogno che parla di gioventù che scivola via, di cose che se ne vanno, di momenti che durano lo spazio di un sogno ormai - mentre una volta duravano degli anni.
Forse è solo che invecchiando volenti o nolenti si percepisce la morte più vicina.
Fanculo.
domenica, aprile 12, 2009
E' tutto merito dell'ignoranza crassa, gretta, egoista, infantile, nauseabonda di certe uscite.
E poi uno si meraviglia di trovarsi a non avere più agganci con la propria vita precedente. Se quello che si ottiene è ciò che vedo, meglio così.
Già è facile farsi deludere dalle persone quando si frequentano e si vivono giorno per giorno. Ma poi, al test della distanza, le vere magagne vengono a galla. E vedi chiaramente come tutto era fondamentalmente una merda. Anche se si dividevano cose, menate e problemi.
Mi sorprendo perché ormai non resto neppure più deluso e ferito. Mi incazzo solamente e provo l'urgenza di chiudere con queste pantomime.
Meglio che certa gente resti nel suo brodo, con la sua corte dei miracoli, a fottersi per conto proprio. Sì, grazie... ne ho già di mio.
Un'altra cosa. E' incredibile l'ipocrisia da seienne down di certe persone. Di una in particolare. Che ha la coscienza sporca come un pannolone non cambiato da tre giorni e inanella gaffe a raffica. Ogni volta che la si vede ci tiene a sottolineare, anche se non sollecitato, che lui non ha colpa e che - anzi - neppure ha contatti con una certa realtà. Che poi non è vero, lo sanno tutti.
Cara persona, me l'hai messo nel culo. Io faccio il signore, credo anche di averti detto di non stare a menartela. Perché non avevo voglia di discutere una mattina in pieno aperitivo.
In realtà fai bene a sentirti in colpa. E hai tutta la mia disapprovazione. Oltre che tutti i miei accidenti.
Fottiti.
Fottetevi.





